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I Pescecani - ovvero quello che resta di Bertolt Brecht liberamente ispirato al teatro di Bertolt Brecht drammaturgia e regia di Armando Punzo |
con i detenuti attori della Compagnia della Fortezza: Aniello Arena, Saverio Barbera, Nicola Bello, Nicola Camarda, Tonino Cinque, Giuseppe Di Cosola, Franco Costa, Fabio Lazzareschi, Antonino Linguanti, Antonino Mammino, Santolo Matrone, Maurizio Mazzei, Matteo Monteseno, Othmane Rachdi, Antonio Scarola, Gennaro Todisco musiche eseguite dal vivo da Ceramichelineari (Marco Bagnai, Marzio Del Testa, Antonio Chierici) e con la partecipazione straordinaria della Banda Musicale Filarmonica G. Puccini di Pomarance (prevista, in alcuni casi, la partecipazione delle bande musicali delle città ospitanti) costumi di Emanuela Dall'Aglio, scene Alessandro Marzetti, collaborazione alle scene Enrico Avarello, movimenti Pascale Piscina, assistente alla regia Laura Cleri, direzione musicale M. Giacomo Brunetti, ricerche musicali e suono Barnaba Ponchielli, collaborazione artistica Stefano Cenci, collaborazione al progetto Luisa Raimondi, direttore tecnico Carlo Gattai, datore luci Andrea Berselli, direttore di scena e capo macchinista Alessandro Marzetti, assistente ai costumi Silvia Provvedi, amministrazione Serena Scali, organizzazione generale Cinzia de Felice. Un delirante grido di denuncia contro la folle malattia che sta oramai contagiando il mondo: uno sconvolgente spettacolo dei detenuti/attori della Compagnia della Fortezza. "I Pescecani ovvero quello che resta di Bertolt Brecht" ha debuttato al Festival Volterrateatro 2003. In un'atmosfera espressionista omini sghembi affollano la scena con enormi cartelli sui quali è segnata la temperatura di un tipico pomeriggio estivo all'interno del carcere, 38° gradi: il riferimento alle problematiche carcerarie attuali è immediato e lampante. La metafora dei pescecani, sanguinari divoratori, rappresenta sul palcoscenico la sete di denaro, l'ingiustizia, l'arroganza di una società rappresentata come una bolgia carnevalesca di trafficanti, furfanti, miserabili, delimitata sul proscenio da militari in atteggiamenti poco ortodossi con travestiti agghindati di lustrini e lamé; un autentico tableau vivant in una messinscena forte e provocatoria per gridare il disagio e catalizzare le energie dei protagonisti, detenuti e del pubblico, in un cortocircuito teatro-vita-teatro. Si celebra l'attualità di Bertolt Brecht e della sua famosa "Opera da tre soldi", dramma buffo di un mondo votato alla perdizione, in cui ladri e sfruttatori sono vittime dello stesso sistema e dove si dimostra il fondamentale assunto politico secondo cui i metodi della malavita e quelli dei gentiluomini si equivalgono. La Fortezza, tra le più importanti compagnie del panorama teatrale italiano ed europeo, nasce nel 1988 con un progetto di laboratorio teatrale all'interno del carcere di massima sicurezza di Volterra, sotto la direzione di Armando Punzo. A partire dal 1993 gli spettacoli della Compagnia della Fortezza sono stati rappresentati anche fuori dal carcere e sono stati invitati nei principali teatri e festival internazionali. Tra gli spettacoli più conosciuti: Opera da tre soldi di Bertolt Brecht (2002), Amleto (2001) e Macbeth (2000) da Shakespeare, Orlando Furioso da Ludovico Ariosto (1998), I Negri di Jean Genet (1996), Marat-Sade di Peter Weiss (1993), vincitore del premio Ubu come miglior spettacolo dell'anno. Un delirante grido di denuncia contro la folle malattia che sta oramai contagiando il mondo: uno sconvolgente spettacolo dei detenuti/attori della Compagnia della Fortezza. "I Pescecani ovvero quello che resta di Bertolt Brecht" ha debuttato al Festival Volterrateatro 2003. In un'atmosfera espressionista omini sghembi affollano la scena con enormi cartelli sui quali è segnata la temperatura di un tipico pomeriggio estivo all'interno del carcere, 38° gradi: il riferimento alle problematiche carcerarie attuali è immediato e lampante. La metafora dei pescecani, sanguinari divoratori, rappresenta sul palcoscenico la sete di denaro, l'ingiustizia, l'arroganza di una società rappresentata come una bolgia carnevalesca di trafficanti, furfanti, miserabili, delimitata sul proscenio da militari in atteggiamenti poco ortodossi con travestiti agghindati di lustrini e lamé; un autentico tableau vivant in una messinscena forte e provocatoria per gridare il disagio e catalizzare le energie dei protagonisti, detenuti e del pubblico, in un cortocircuito teatro-vita-teatro. Si celebra l'attualità di Bertolt Brecht e della sua famosa "Opera da tre soldi", dramma buffo di un mondo votato alla perdizione, in cui ladri e sfruttatori sono vittime dello stesso sistema e dove si dimostra il fondamentale assunto politico secondo cui i metodi della malavita e quelli dei gentiluomini si equivalgono. La Fortezza, tra le più importanti compagnie del panorama teatrale italiano ed europeo, nasce nel 1988 con un progetto di laboratorio teatrale all'interno del carcere di massima sicurezza di Volterra, sotto la direzione di Armando Punzo. A partire dal 1993 gli spettacoli della Compagnia della Fortezza sono stati rappresentati anche fuori dal carcere e sono stati invitati nei principali teatri e festival internazionali. Tra gli spettacoli più conosciuti: Opera da tre soldi di Bertolt Brecht (2002), Amleto (2001) e Macbeth (2000) da Shakespeare, Orlando Furioso da Ludovico Ariosto (1998), I Negri di Jean Genet (1996), Marat-Sade di Peter Weiss (1993), vincitore del premio Ubu come miglior spettacolo dell'anno. |
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Info: Associazione Carte Blanche - via don Minzoni 49 - Volterra Tel. 0588 80392 – fax 0588 90528 www.compagniadellafortezza.org - info@compagniadellafortezza.org |