Carte Blanche/VolterraTeatro
Compagnia della Fortezza

Marat-Sade di Peter Weiss
Premio UBU come miglior spettacolo nel 1992

Drammaturgia e regia di Armando Punzo

con gli attori detenuti della Compagnia della Fortezza



musiche Pasquale Catalano
scene Armando Punzo - Gianni Gronchi - Valerio Di Pasquale - Alessandro Marzetti
costumi Armando Punzo - Daria Guerrini - Emauela Dall'Aglio
collaborazione artistica Pascale Piscina - Stefano Cenci - Laura Cleri - Manuela Capece
assistente ai costumi Silvia Bertoni
video Lavinia Baroni
collaborazione al progetto Luisa Raimondi - Andrea Salvadori

organizzazione generale Cinzia de Felice
coordinamento Domenico Netti
amministrazione Isabella Brogi

direzione tecnica Carlo Gattai - Fabio Giommarelli
disegno luci Andrea Berselli
fonico Marco Ribecai
assistente volontario alla direzione tecnica: Marzio Superina
assistente stagista alla regia: Marta Panciera

con il sostegno di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero della Giustizia Dipartimento amministrazione Penitenziaria, Regione Toscana, Comune di Volterra, Provincia di Pisa - Centro di Formazione Professionale Volterra, Cassa di Risparmio di Volterra Spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra


Con il gruppo dei detenuti - attori della Fortezza, ripensando a questi vent'anni abbiamo avuto il bisogno di ricongiungerci con le radici, le origini di questa compagnia. Il Marat Sade rappresenta una condizione attuale.

Rivoluzione individuale o rivoluzione politica e sociale?
Il testo di Weiss, mettendo a confronto Marat e Sade, sembra volutamente non rispondere a questa domanda come se si trattasse di una futile dissertazione intellettuale, un pretesto per lasciar emergere altro. Di fatto, rende molto evidenti la struttura nella quale si svolge l'azione e i tentativi di censura del direttore del Manicomio, ogni qual volta un folle esce dal solco della rappresentazione. Ho proposto questo testo ai detenuti attori proprio partendo dall'apoteosi della scena finale.
Durante le ultime battute della recita, la situazione sfugge al controllo dei guardiani e del direttore che nel caos generale è obbligato a far calare il sipario, mentre Sade, alato, ride trionfante, facendoci intuire che l'epilogo non è casuale.
Oltre la rappresentazione c'è il caos, sembra suggerirci, ma anche il fermento di una nuova vita in embrione che fa paura, terrorizza per la sua incontrollabilità.
Ed è per questo che sarà necessario calare il sipario, nasconderla alla vista del pubblico, soffocarla, censurarla. Fin qui il testo unito alle nostre interpretazioni, la storiella ridotta all'osso per trovare un aggancio con i detenuti della Compagnia e un punto di partenza comune. Al di là di questo ci siamo noi: uomini, artisti e detenuti che si confrontano con il tema della rivoluzione, della censura e della paura nei confronti della vita.

Armando Punzo




Info:

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Tel. 0588 80392 – fax 0588 90528
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